Elisabetta Consonni (IT)
TECNICHE PER DIVENTARE UN ORNITORINCO
Durata 2 h
Palestra la Fratellanza
sabato 4, 15:00 e 18:30
domenica 5, 15:00
Un’esperienza-gioco collettiva: attraversi una serie di “missioni impossibili” che spostano la logica ordinaria, risvegliano intuizioni nascoste e portano a costruire insieme un sapere altro.
Tecniche per diventare un ornitorinco è una costellazione di pratiche ed esercizi a cui il pubblico è chiamato a prender parte, sperimentando percorsi differenti. Ogni postazione invita a un deragliamento rispetto alla logica, a piacevoli missioni impossibili per andare ad intercettare alcuni aspetti personali del sapere che rifuggono da una funzionalità.
L’attenzione viene spiazzata e sorpresa; il proprio sapere perde l’equilibrio lasciando spazio a intuizioni o saperi che non si credeva fossero tali. L’ambiente creato è una sorta di palestra per liberare una parte della propria conoscenza dal dover servire a qualcosa. Saltano i criteri che pongono un sapere al centro e gli altri al margine. Nella vertigine del non sapere, si dischiudono possibilità e si creano mondi: anche l’ornitorinco diventa possibile.
idea Elisabetta Consonni, realizzato in collaborazione con Alessandro Tollari, Barbara Stimoli, performance Francesco Dalmasso, Elisa D’Amico, Alessandro Tollari, Barbara Stimoli, Elisabetta Consonni, accompagnamento drammaturgico Silvia Bottiroli, realizzato nel contesto di ‘On Mobilization’, progetto di cooperazione internazionale tra wpZimmer, Baltic Art Centre, Studio ALTA, Lavanderia a Vapore, ARIA e GRASS, in co-produzione con Base Milano, Fattoria Vittadini, Le Alleanze dei Corpi.
ELISABETTA CONSONNI coreografa tutto, esseri umani e disumani, oggetti mobili e immobili, mappe, interstizi e gruppi vacanze spaziali. Tesse reti di relazioni, sottili e forti, come il vetro di zucchero. Una formazione ufficiale in Cultural Studies e tecniche di danza in Italia e a Londra (The Place) e una più ampia formazione non ufficiale e non lineare la portano a vivere a Rotterdam, poi in Polonia e poi a Milano incrociando le pratiche somatiche e l’uso della voce, soffermandosi, ad un certo punto, su come l’arte performativa possa fornire strumenti per le politiche urbane e sociali.
La sua ricerca intende espandere la pratica coreografica fino a diventare strumento per far accadere spostamenti di attenzione, osservare dinamiche relazionali, ribaltare narrazioni e rileggere criticamente i contesti. Non si stanca, quindi, di continuare a inventare formati sempre nuovi che siano partecipativi in modi differenti. La necessità di operare su un unico territorio, a lungo termine, combinando pratica relazionale, sensibilità artistica e desiderio di moltiplicare le voci e le azioni su un contesto, la porta a curare la direzione artistica di Festival ORLANDO a Bergamo dal 2024. I suoi lavori sono stati presentati in Italia, Europa e Canada.
INFO
Adatto a un pubblico a partire dai 9 anni.
Grado di interazione richiesto dallo spettacolo al pubblico: 5/5
Biglietto intero 8 € | Ridotto 5 €
